“Io do affinchè tu dia” dicevano i nostri antenati. Niente di più vero agli albori del secondo millennio. Specialmente se l’oggetto del desiderio è il voto, ovvero l’esercizio più alto della Democrazia, l’atto di fiducia della sovranità popolare.
Ebbene sì il voto visto come merce da ottenere in cambio di qualcosa di materiale o di immateriale (una pizza, una prestazione o semplicemente una promessa…).
Il nostro intento però, in questa sede, è quello di voler effettuare una trattazione scientifica sui metodi di accaparramento voti. Una sorta di vademecum per il buon “politicante paesanotto”.
“Quant’è bell’ ‘o magnà” cantava il filosofo Mario Merola. Offrire cibo agli elettori rappresenta una fondamentale forma di “captatio benevolentiae”. Permette infatti di aumentare la propria popolarità (vedi panem et circenses…) e di predisporre la platea ad un miglior ascolto. Si sa infatti che “a pancia piena si ragiona meglio”. Il target di ascolto è fondamentale per la scelta delle vivande generosamente elargite. Se trattasi ad esempio di una platea giovane è consigliabile offrire cornetti caldi alla nutella, o alla cioccolata bianca. Ottimo viatico per addolcire i palati e le menti avide di dolcezza…Se invece trattasi di un target adulto, bisognerà andare “sul pesante” e prenotare presso qualche ristorante e pizzeria in Città…
Ma non è solo sul cibo che si basa il consenso. Invitare ragazzi (possibilmente diciottenni…) ad un festino in Città è un ottimo metodo per proporre la propria immagine di candidato come persona dinamica e giovanile. Le tasche piangeranno ma il consenso è garantito… Solo i giovani più “forti” resisteranno alla tentazione “pensare con la testa altrui”…
Per i più anziani non c’è di meglio che una bella gita fuori porta (vedi Cetto La Qualunque…). Le mete preferite sono quelle del turismo religioso come la gettonatissima Pietrelcina. Lo sforzo principale per il candidato sarà quello di associare il proprio nome al Santo “Padre Pio”. In questo modo sarà più agevole per le non più lucidissime menti ottuagenarie ricordare il nome del candidato magnanimo.
Offrire una buona tazzina di caffè al bar: classico metodo “smart” ed economico che pare non produca gli effetti sperati in termini di voti.
Ma spesso è soprattutto lo scambio di “favori”, che ha per oggetto servizi o prestazioni, ad avere successo. Un consulto medico gratuito, una consulenza legale “aggratìs”, un aiuto a compilare il modello ISEE, una puntura alla vecchietta, e tante altre belle cose…
Dal momento che ci apprestiamo ad entrare nel vivo della campagna elettorale per le amministrative, fenomeni di questo tipo si moltiplicheranno. Aprite bene gli occhi, cittadini!
Domandatevi piuttosto quale è stato l’impegno nei confronti della collettività da parte dell’amico/parente che vi chiederà il voto. Cosa il candidato è riuscito a produrre e con quali risultati.
E soprattutto iniziate a smetterla di delegare, sempre! Mettetevi in gioco! Iniziate a comprendere la realtà che vi circonda (soprattutto quella più vicina a voi). Ragazzi e ragazze, iniziate a prendere coscienza del vostro potere! Il futuro è vicino, saremo noi i cittadini di questa Città.
Non lasciamo la nostra Città abbandonata agli altri e…a noi stessi!
Danilo Roberto Cascone – candidato portavoce-sindaco al Comune di San Giorgio a Cremano per il Movimento 5 Stelle












a San Giorgio il dissenso comincia a montare. Ho seguito molto le iniziative sul territorio e devo dire che oltre voi anche la federazione della sinistra e soprattutto rifondazione sono stati molto presenti specialmente durante i referendum.
Semplicemente a tutti i politici, politicanti, pseudoamici e consiglieri di questa categoria è ora di dire: fora di ball……..
La città è nostra ed è un nostro dovere essere presenti e farci sentire…..